L’acne e il cibo: ‘Non c’è relazione’

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Non c’è dermatologo al mondo che non si sia sentito dire dai pazienti affetti da acne (o dai genitori), che cioccolata, patatine fritte, salumi e persino il latte peggiorano o addirittura causano l’acne. Persino i più strenui accusatori della cioccolata (in genere le mamme dei pazienti) restano un po’ spiazzati quando i brufoli non subiscono alcun miglioramento, nonostante le varie diete seguite.

Ci sono fiumi di letteratura medica che oramai, da più di 40 anni, dimostrano l’ assoluta estraneità di ogni tipo di cibo nella causa dell’ acnem, anche se il tema ogni tanto salta fuori, negli ambulatori dei medici e sulla stampa. 

Francesco Bruno, dermatologo milanese recentemente intervistato da ‘Repubblica’ sull’argomento ha affermato in proposito: ‘I nutrizionisti ci insegnano quanto possa essere pericoloso seguire delle diete che eliminano indiscriminatamente un alimento specie se non c’ è un’ effettiva necessità.

Posso riportare centinaia di pubblicazioni che dimostrano, come una ricerca dei colleghi Adedamowo e Willet (Università di Harvard), l’ estraneità del cibo nella patogenesi dell’ acne. Essi hanno compiuto uno studio condotto su 6000 giovani. Al paziente affetto da acne consiglio molto semplicemente di andare dal dermatologo e di evitare il faidate’, afferma il prof. Bruno, che è membro dell’Italian Acne Board.

‘Un ampio studio – aggiunge l’esperto milanese – basato sui dati del Nurses Health Study 2, che ha interessato 47.355 donne, e studi prospettici che hanno interessato oltre 10.000 ragazzi, confermano in particolare l’assenza di relazione tra acne e assunzione di latte’.

 

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