Ispezione annuale non più obbligatoria. Protesta dei certificatori

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EOCC (The European Organic Certifiers Council, associazione che raggruppa i principali organismi di certificazione europei) ha espresso in un documento un’articolata critica al nuovo regolamento sul biologico approvato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo il 22 novembre. Il documento è firmato da Fabrizio Piva, presidente di EOCC e dai membri del board Évelyne Alcázar Marín, Georg Eckert, Jochen Neuendorff, Michel Reynaud, Sergiy Galashevsoltre oltre che dal segretario generale Tobias Fischer.

Secondo EOCC i punti critici sono due: la mancanza di omogeneità tra i vari Paesi nel definire la soglia massima di residui presenti nei prodotti biologici e l’eliminazione della visita ispettiva annuale per aziende considerate non a rischio. Nel primo caso ogni Paese può stabilire delle differenze, che seppur minime, creano un sistema per cui prodotti che in alcuni Paesi non possono essere venduti come biologici, per altri lo sono. Questo per EOCC crea una ‘competizione sleale tra aziende di Paesi diversi’ che però operano in un mercato comune. I tre anni di discussioni su questo punto non sono bastati per trovare un accordo di buona qualità, ma solo un compromesso che scontenta molti.

La visita ispettiva annuale secondo EOCC è il ‘cuore della fiducia dei consumatori e degli operatori nel sistema di certificazione’. Il controllo annuale rimarrà per la maggior parte delle aziende, ma in un periodo di ‘grande crescita del bio, così si creano delle eccezioni e si apre la porta ad un abbassamento della frequenza del controllo, il vero pilastro delle garanzie offerte dal biologico’.

 

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