Imprese più trasparenti su ambiente e aspetti sociali

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La Commissione europea ha proposto il 16 aprile una modifica della normativa vigente in materia di contabilità al fine di migliorare la trasparenza di alcune grandi società sulle questioni sociali e ambientali. Le imprese interessate avranno l’obbligo di informativa sulle politiche, sui rischi e sui risultati riguardanti le questioni ambientali e sociali e quelle legate al lavoro, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione e alla diversità nei consigli di amministrazione.

 

Secondo la proposta, le grandi società con più di 500 dipendenti avranno l’obbligo di pubblicare informazioni rilevanti e concrete in materia ambientale e sociale nelle relazioni annuali. L’approccio adottato garantisce che gli oneri amministrativi siano ridotti al minimo.

Invece che una vera e propria relazione di "sostenibilità" dettagliata, si pubblicheranno informazioni sintetiche, utili a comprendere l’evoluzione, i risultati e il posizionamento dell’impresa. Se la pubblicazione dei dati relativi a un determinato settore non è rilevante per l’impresa, non ci sarà alcun obbligo di informativa, ma soltanto quello di motivare la scelta. Inoltre, è possibile pubblicare i dati a livello di gruppo, invece che per ogni singola società del gruppo.

Il provvedimento proposto è stato concepito in un’ottica non prescrittiva e lascia ampia flessibilità alle imprese, che possono divulgare le informazioni più pertinenti nel modo che ritengono più utile. Le società possono avvalersi delle linee guida nazionali o internazionali che ritengono più opportune (per esempio, il Global Compact dell’ONU, l’ISO 26000 o il codice di sostenibilità tedesco).

Per quanto riguarda la trasparenza in materia di tutela della diversità nelle posizioni dirigenziali, le grandi società quotate dovranno pubblicare informazioni sulla propria politica della diversità, con dati relativi all’età, al genere, alla provenienza geografica e alle esperienze formative e professionali. Le informazioni pubblicate dovranno indicare gli obiettivi della politica, le modalità di attuazione e i risultati conseguiti. Le società che non hanno elaborato una politica della diversità dovranno motivare questa scelta. Tale approccio è conforme al quadro generale dell’Unione europea in materia di governo societario.

 

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