I 10 punti degli Stati generali della green economy

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Un pacchetto di 10 azioni è stato presentato a Ecomondo, la fiera che si è chiusa domenica a Rimini, a conclusione di un grande summit che è stato battezzato ‘Stati generali della green economy’. Si tratta di misure che dovrebbero indicare il percorso che l’Italia deve intraprendere se vuole uscire dalla crisi in maniera durevole.

Il pacchetto è stato messo a punto dal Consiglio nazionale della green economy (composto da 66 organizzazioni di imprese), in collaborazione con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Le dieci misure vanno inquadrate all’interno di quattro direttrici: fiscalità ‘verde’, burocrazia semplificata, strumenti finanziari innovativi e utilizzo più razionale delle risorse finanziarie esistenti.

Il primo punto è proprio la riforma fiscale in chiave green, in pratica l’eco-fisco, partendo dalla riduzione degli incentivi per le attività che hanno maggiore impatto sull’ambiente favorendo invece la deducibilità degli investimenti verdi.

Altri punti sono: le risorse per le infrastrutture green e la difesa di suolo e acque; l’efficienza e il risparmio energetico; il recupero e il riciclo dei rifiuti; il rilancio degli investimenti per le fonti energetiche rinnovabili; la riqualificazione e la rigenerazione urbana; la mobilità sostenibile tramite un fondo nazionale; puntare sull’agricoltura di alto livello (Ogm free) e sulla filiera biologica; infine un piano nazionale per l’occupazione giovanile in ambito green.

I ministri Orlando e Zanonato, entrambi presenti a Rimini per presenziare al summit, hanno definito il pacchetto ampiamente condivisibile. Ma ciò non basta certo a farlo decollare in un Paese dove burocrazia e veti incrociati spesso prevalgono su ogni buona ragione. 

 

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