Energia geotermica, l’esempio viene dall’Islanda

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Prendendo spunto dall’Islanda, che ha fatto tesoro del proprio territorio, sfruttandone le caratteristiche naturali e valorizzando al massimo le risorse contenute, tre gruppi di studio hanno messo a punto un incontro informativo sullo stato della ricerca e sviluppo della geotermia in Italia. L’Università Parthenope, insieme all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ed il Gruppo Informale Geotermia ed Ambiente, hanno tenuto a Napoli pochi giorni fa, una conferenza, all’interno della quale hanno esposto gli ambiti di applicazione delle nuove tecnologie di co – generazione elettrica e termica su larga scala.

 

Partendo da un’analisi del territorio nazionale, il gruppo è giunto alla conclusione che, soprattutto in regioni come la Toscana, la Sicilia e la Campania, l’installazione di impianti medio – piccoli, dal contenuto impatto ambientale, potrebbe rendere possibile una spiccata produzione di energia geotermica, ricavata dall’incalamento dei fluidi di origine vulcanica.

Le stime parlano, a regime, di una produzione annuale capace di raggiungere il 10% del fabbisogno nazionale, con un risparmio, per le bollette, superiore ad un quinto del valore complessivo. L’Islanda conta, con la stessa tecnologia, di arrivare entro i prossimi 50 anni, ad una produzione pari a 100.000 megawatt, mentre la Francia, entro il 2020, ricaverà dal sottosuolo l’energia necessaria a riscaldare circa due milioni di abitazioni.

 

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