Da Treviso abiti riciclabili low cost

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Filippo De Martin, imprenditore under 40, con due soci coetanei (Nicola Monti e Lupo Rossi) ha creato e brevettato a Treviso un nuovo tessuto riciclabile al 100% per abiti low cost usa e getta. Magliette e indumenti nati dalla miscela di fibre ricavate da fonti rinnovabili quali cellulosa, barbabietola, amido di mais e canna da zucchero, smaltibili come semplice compost e, a differenze delle normali fibre tessili biodegradabili, morbidi come il cotone. Tre anni di ricerche e sperimentazione, 200 mila euro investiti e una start up (Wear&Toss) con una consorella negli Stati Uniti che cerca ora una svolta industriale. «L’idea è inedita e per certi versi rivoluzionaria ma per portarla a profitto bisogna ovviamente metterla in produzione su larga scala e servono investimenti di milioni – racconta De Martin – Dalla stesura del progetto al via sono passati mesi e i tempi si stanno allungando rispetto a quanto preventivato.

Abbiamo già un fondo interessato a finanziarci ma mancano ad ora imprenditori di grande taglio che puntino su di noi. Anche per questo le nostre ricerche stanno proseguendo anche all’estero,la settimana prossima sarò in Brasile, anche se vorremo avere un prodotto totalmente made in Italy».

L’azienda ha già avviato i primi protipi, ora cerca soci-finanziatori disposti a stabilire un impianto produttivo in Veneto, per poter produrre 100 capi al minuto. Magliette usa e getta che potranno avere un costo di circa 2 euro l’una, vendute a supermercati, distributori automatici, benzinai e autogrill. «Il progetto è definito nei dettagli – continua De Martin – Da quando mi si è accesa la lampadina abbiamo siglato tre brevetti, un quarto è ormai pronto: nessuno è presente sul mercato. La nostra intuizione è stata creare un impasto e non delle fibre di tessuto biodegradabile, molto simile alla vestibilità del jersey. La stessa tecnica di produzione è innovativa e vorrebbe utilizzare le tecniche di stampa come le rotative. Tutto questo permette una produzione in scala e un abbattimento dei costi».

Gli sbocchi, secondo de Martin, sono infiniti: dagli indumenti casual, che durano oltre un giorno e si possono acquistare in caso di necessità o emergenza, ai camici per medici, ai vestiti per militari, alle magliette che possono rilasciare profumo o veri e propri vaccini. Un ventaglio incredibile di applicazioni che nessuna banca né imprenditore di casa nostra sembra oggi giorno è disposta a sostenere. (fonte: La Tribuna di Treviso) 

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