Cambiano carcere i 30 di Greenpeace arrestati in Russia

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Hanno lasciato il carcere di Murmansk, nell’estremo Nord russo, i 30 attivisti di Greenpeace arrestati in Russia quasi due mesi fa. Dopo uno spostamento su un treno-prigione, gli ambientalisti, tra i quali c’è l’italiano Christian D’Alessandro e due giornalisti, sono stati rinchiusi nel carcere di San Pietroburgo.

 

Nel tribunale di questa città, la seconda della Russia, li attende il processo. Sono accusati di vandalismo e di pirateria, per l’assalto dimostrativo, avvenuto il 18 settembre, quasi subito bloccato dalle forze della sicurezza, a una piattaforma petrolifera russa nell’Artico nell’ambito di una campagna contro le trivellazioni al Polo Nord da parte delle compagnie petrolifere non solo russe ma di ogni nazione. Un esponente italiano di Greenpeace ha dichiarato: ‘La loro incarcerazione è semplicemente illegittima. Non sono né vandali, né pirati. Sono innocenti e devono essere scarcerati subito. La protesta pacifica per la difesa dell’Artico non è un crimine, ma un grande servizio reso all’umanità’.

Il padre di D’Alessandro, Aristide, aveva mandato nei giorni scorsi una lettera aperta ai giornali e alle autorità di governo: ‘Io chiedo che i 18 governi interessati – vi si legge – si assumano la responsabilità di dichiarare pubblicamente se l’operato della Russia è legittimo o illegittimo. Si specula su 30 ragazzi per biechi fini economici e commerciali – continua nella lettera Aristide D’Alessandro – e attorno a loro si è erto un monolite di silenzio dei governi.

Eminenti esperti del diritto hanno dichiarato che la Russia non poteva sequestrare la nave Arctic Sunrise in acque internazionali e hanno confermato che non potevano abbordare, armi in pugno, la nave, in quanto territorio olandese. Conseguentemente, anche gli arresti erano illegittimi. E’ stato altresì affermato che la detenzione e le condizioni della stessa violano i diritti umani. Questi 30 ragazzi, innocenti, pacifisti fin nel midollo, votati all’opera di costruire un mondo migliore e più sicuro nell’interesse di tutti, patiscono ingiustamente per fini incomprensibili, o tristemente comprensibili. Hanno già dato il loro contributo di sofferenza. Ora basta! Si faccia qualcosa di veramente efficace per riportarli a casa’.

Fin qui il padre di Christian. Ma dopo il trasferimento a San Pietroburgo si attendono sviluppi a breve.

 

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