Caso Bio-On, fissata la base d’asta. Interesse di Eni e Invitalia?

Bio On

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“Una Parmalat a Bologna?” Era l’estate 2019, e il titolo del report redatto dal fondo di investimenti statunitense Quintessential Capital Management con queste parole instillava il dubbio, per usare un eufemismo, sulla bontà dell’operato del management di Bio-on. Dubbio che avrebbe segnato la storia di una promettente startup bolognese, macchiandola di uno scandalo finanziario e, a cascata, avrebbe messo in moto indagini che hanno condotto al fallimento della stessa al fine del 2019. A che punto siamo? Com’è proseguita la storia? Si è mosso qualcosa nello scenario attuale di questa società? Facciamo il punto.

Parliamo di Bio-on, startup bolognese, sorta nel 2007 con l’intento di rivoluzionare il mondo con le bioplastiche. Il settore in cui si inseriva Bio-on è quello delle moderne Biotecnologie applicate ai materiali di uso comune con lo scopo di dare vita a prodotti e soluzioni completamente naturali, al 100% ottenuti da fonti rinnovabili o scarti della lavorazione agricola.

Le accuse contenute nel report di Quintessential Capital Management sostenevano che i vertici avessero dichiarato fatturato e utili in crescita “in realtà perlopiù inesistenti”. A valle delle indagini condotte nell’ambito dell’operazione Plastic Bubbles, per False comunicazioni sociali e Manipolazione del mercato, uno degli azionisti, fondatore e presidente del consiglio di amministrazione della società, Marco Astorri, era stato sottoposto agli arresti domiciliari, in seguito revocati, poiché ritenuto responsabile dei reati di False comunicazioni sociali e Manipolazione del mercato.

Verso la fine del 2019, inoltre, il Tribunale di Bologna aveva disposto la continuazione temporanea dell’attività economica d’impresa autorizzando l’esercizio provvisorio “al fine di preservare la continuità aziendale con l’obiettivo di evitare che venga dissolta l’organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e di avviamento”.

E ora? Recentemente è intervenuta una novità, per quanto riguarda quella che era considerata una promessa dell’imprenditoria bolognese. I curatori, Antonio Gaiani e Luca Mandrioli, dopo il via libera del Tribunale fallimentare di Bologna ai programmi di liquidazione dell’azienda, hanno comunicato una data rilevante: il 5 maggio, la società Bio-on e tutto il know how che vi gravita attorno, potranno essere acquistati all’asta, partendo da una base d’asta di 95 milioni. In particolare, verrà posto all’asta un lotto unico congiunto che comprende il sito produttivo di Castel San Pietro Terme, il portafoglio brevetti e marchi, le partecipazioni azionarie, la tecnologia fermentativa, i beni mobili, le attrezzature e le scorte di magazzino nonché contratti pendenti, inclusi i rapporti di lavoro subordinato in essere.

Corriere di Bologna riporta il commento rilasciato da Vincenzo Colla, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna: “Il bando è un fatto molto positivo che conferma l’ottimo lavoro dei commissari. Questa impresa è un patrimonio del nostro territorio che ha un potenziale enorme in settori strategici come la farmaceutica e la chimica. Ho motivo di pensare che ci siano molti interessamenti anche di partecipate pubbliche”. Il riferimento pare essere indirizzato ad Eni e ad Invitalia. Quest’ultima, infatti, è alla ricerca di società in grado di contribuire alla filiera del vaccino. A questo proposito, per fugare ogni dubbio, Colla aggiunge: “L’azienda Bio-on ha due bioreattori, i più grandi del mondo, che possono essere usati per la produzione di vaccini”.

Forti le parole pronunciate da Marco Astorri e raccolte da Polimerica: “Per me è un giorno molto triste, ma non rappresenta la conclusione di una ‘avventura’ imprenditoriale. A causa di un feroce attacco speculativo viene venduta all’asta una società di immenso valore. La valutazione di partenza della curatela dimostra una volta per tutte che chi definiva Bio-On un ‘castello di carte’ si sbagliava o era in malafede. Il valore di Bio-On prima del fallimento era peraltro di molto superiore e sono convinto che prima o poi emergerà la verità su quanto accaduto”.

Un caso, quello di Bio-on, che non sembra intravedere un epilogo e che sicuramente sarà interessata dall’avvicendarsi di nuovi sviluppi.

Stefania Tessari

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