Attivisti di Greenpeace arrestati in Russia: ‘Libertà!’

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Manifestazioni di protesta si sono svolte tra ieri, sabato 5 ottobre, e oggi, domenica 6, in 47 Paesi del mondo tra cui l’Italia per chiedere la liberazione degli attivisti di Greenpeace incarcerati a Murmansk, Russia, con l’accusa di pirateria, per il blitz compiuto con la nave rompighiaccio Artic Sunrise contro una piattaforma petrolifera di Gazprom nell’Artico. I trenta attivisti stavano cercando di scalare la piattaforma nell’ambito di una campagna di protesta contro le trivellazioni sotto i ghiacci del Polo Nord da parte delle compagnie petrolifere. Tra loro, un italiano, Cristian D’Alessandro, 31 anni, di Napoli.

Per i militanti è stata ordinata la detenzione per due mesi nella città di Murmansk, nell’estremo nord, ma la legge russa non esclude la possibilità di proroga. Inutili per ora gli sforzi diplomatici per liberarli. Una commissione investigativa russa, convocata d’urgenza, ha confermato l’accusa di pirateria. I fatti risalgono al 18 settembre, quando il rompighiaccio di Greenpeace aveva avvicinato la piattaforma petrolifera ‘Prirazlomnaja’ di proprietà di Gazprom (il colosso dell’economia russa, vicinissimo a Puntin). Due attivisti stavano cercando di scalare la piattaforma quando è intervenuto un elicottero delle forze di sicurezza che presidiano l’impianto. Una nave guardia costiera russa ha successivamente rimorchiato l’Artic Sunrise fino al porto di Murmansk, nell’estremo Nord russo. Tutti e trenta gli attivisti, originari di vari Paesi del mondo, sono stati immediatamente trasferiti in carcere.

Greenpeace ha presentato formalmente ricorso contro l’incriminazione per pirateria. La Russia ha ribadito la sua intransigenza. Il primo ministro Dmitri Medvedev ha detto il 2 ottobre che l’esecutivo esaminerà un eventuale inasprimento delle pene per coloro che penetrano abusivamente all’interno di impianti energetici. E nel giorno della conferma dell’accusa di pirateria un centro sondaggi ufficioso ha diffuso i dati secondo i quali il 60 per cento dei russi sono contrari alle intrusioni di attivisti stranieri nelle attività di aziende russe e sostiene il giro di vite contro gli ambientalisti promesso da Medvedev.

Per quanto riguarda l’attivista italiano, per ora non ci sono motivi di preoccupazione, almeno per quanto riguarda la sua salute. Il Console generale italiano a San Pietroburgo ha ricevuto una telefonata di Cristian D’Alessandro, che ha confermato di essere in buone condizioni di salute. Il console sta inoltre organizzando un incontro tra D’Alessandro e i genitori che si recheranno in Russia nella terza settimana di ottobre.

L’italiano si trova in una cella da tre persone, nel carcere dove sono detenuti anche gli altri attivisti di Greenpeace. Con lui in cella non c’è però nessun altro attivista di Greenpeace, ma due russi. ‘Stiamo seguendo minuto per minuto la situazione del nostro connazionale’ continua il Console. ‘Agiamo in coordinamento con le altre ambasciate e siamo in contatto continuo con la famiglia, l’avvocato e le autorità’. Anche il ministro degli Esteri, Emma Bonino, è intervenuta sulla vicenda. Ha espresso il forte auspicio che l’inchiesta sul blitz degli attivisti di Greenpeace ‘consenta la rapida conclusione della vicenda tenendo conto della natura pacifica della protesta’.

 

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