Aeroporto di Bari, patto con gli olivicoltori

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Una nuova scommessa per l’aeroporto di Bari, protagonista della viabilità aerea del sud Italia, e cioè di utilizzare i rami provenienti dalla potatura degli alberi d’ulivo dell’area circostante per produrre energia pulita utile all’aeroporto stesso. L’originale progetto, secondo discussioni avvenute già in un convegno, mirerebbe a rendere l’aeroporto di Bari un esempio di sostenibilità per l’ambiente. Il bando di gara, con un appalto di circa di 4 milioni di euro, darà alla ditta vincitrice dell’appalto anche la responsabilità di riunire, magari in una sorta di cooperativa, gli agricoltori che operano attorno alla zona aeroportuale per raccogliere i rami provenienti dalla portatura degli ulivi.

 

Una volta raccolti questi, anziché essere bruciati come solitamente avviene all’aperto con ingente inquinamento e pericolosità per i passanti, saranno utilizzati per alimentare la caldaia che fornisce energia a tutto l’impianto aereo, con notevole risparmio in termini economici e ambientali.

Pare anche certo che se il progetto dovesse portare ai risultati sperati, il tutto verrà anche esteso all’aeroporto di Brindisi, e non si sa mai che non venga preso d’esempio anche da quelli di altre città.

I cambiamenti, a partire dallo stesso nome del nuovo terminal dedicato a Karol Wojtyla, negli ultimi anni sono stati davvero tantissimi, tuttavia il futuro riserva a quanto pare ancora tantissime novità. (fonte: Valentina Piccoli, QL ilQuotidianoItaliano)

 

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