Expo: tanto folklore, aspettiamo la sostanza

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Il giudizio di GreenPlanet su Expo Milano 2015 è rinviato ad una osservazione diretta e attenta, soprattutto all’area riservata alla biodiversità ma anche a tutto l’insieme dell’evento che, iniziato lo scorso 1° maggio continuerà a tenere banco fino alla fine del prossimo ottobre.

Quello che emerge dai primi giorni è una grande attenzione del pubblico per i cibi presentati e offerti nei padiglioni dei diversi Paesi. Un maxibanchetto multietnico senza precedenti con la distribuzione nel solo weekend del 1° maggio di 800mila pasti per un totale di quasi mille tonnellate di specialità gastronomiche e bevande da tutto il mondo, tra colazioni, pranzi, merende e cene. Expo ha ricevuto circa 650mila visitatori nei suoi primi tre giorni, caratterizzati da tempo incerto.

L’albero della vita è stato l’oggetto più fotografato e apprezzate sono state le architetture avveniristiche dei padiglioni e gli spettacoli in abiti tradizionali delle delegazioni straniere ma sono stati di gran lunga il cibo e le bevande i veri protagonisti dell’esposizione nei ristoranti, bar-caffetterie, chioschi, ma anche nei padiglioni che si sono attrezzati con la propria ristorazione.

Piatti di tutte le diverse culture, dal ristorante coreano che offre sei tipi di menu con tema longevità, armonia e guarigione, oltre alla cucina dei templi buddisti, alla cucina degli chef stellati del made in Italy, fino alla pizza. Cibo di tutti i tipi, dalla cucina tradizionale a quella moderna, e per tutte le tasche.

Abbiamo raccolto questi dati dalle notizie di questi giorni. Si possono aggiungere i discorsi inaugurali, con contenuti per lo più scontati.

Troppo poco, per ora, rispetto alle aspettative di un grande evento dalle finalità forse troppo ambiziose, in cui la sostenibilità, le buone pratiche rispettose dell’ambiente e della corretta alimentazione dovrebbe essere protagoniste assolute. Invece Expo finora è soprattutto una somma di piccole curiosità, folklore multietnico, affermazioni altisonanti dietro alle quali è difficile scorgere grandi progetti reali.

Un giudizio provvisorio e incompleto, comunque. Avremo molto tempo per approfondire. (a.f.)

 

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